< BACK TO PROJECTSGhiacciai e Futuro: i giovani della Valle d'Aosta in azione per il clima mira a sensibilizzare i giovani abitanti di quattro comuni della Valle d'Aosta agli impatti del cambiamento climatico sulla fusione glaciale e sulle sue conseguenze, con l'obiettivo di arrivare a un'esperienza di advocacy climatica giovanile calata sul territorio.
La Valle d'Aosta rappresenta un osservatorio privilegiato per comprendere gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi montani. Le Alpi stanno vivendo un riscaldamento che procede a un ritmo quasi doppio rispetto alla media globale, con conseguenze drammatiche sui ghiacciai, che sono indicatori sensibili di questi cambiamenti.Negli ultimi decenni, i ghiacciai valdostani hanno perso oltre il 60% della loro massa, modificando profondamente il paesaggio e l'equilibrio idrologico della regione. Questo fenomeno non è solo una questione ambientale, ma ha ripercussioni dirette sulla disponibilità di risorse idriche, sulla stabilità dei versanti, sulla biodiversità e sull'economia locale, fortemente legata al turismo e all'agricoltura di montagna.
I ghiacciai della Valle d'Aosta sono tra i più studiati e monitorati delle Alpi, rappresentando un patrimonio naturale di inestimabile valore. Tuttavia, i dati scientifici mostrano un trend allarmante: ghiacciai storici come quelli del Monte Bianco, del Gran Paradiso e del Cervino stanno arretrando rapidamente, con perdite annuali di spessore che in alcuni casi superano i 2 metri.Il ritiro glaciale porta con sé conseguenze molteplici: riduzione delle portate dei fiumi nei mesi estivi, quando l'acqua di fusione è essenziale per l'agricoltura; aumento del rischio di eventi estremi come colate detritiche e crolli di seracchi; trasformazione irreversibile degli habitat alpini; perdita di un elemento identitario fondamentale per le comunità montane.Di fronte a questa emergenza, diventa cruciale coinvolgere le giovani generazioni, che saranno le prime a vivere le conseguenze più gravi di questi cambiamenti e che possono diventare protagoniste di azioni concrete per contrastare la crisi climatica.
"Ghiacciai e Futuro - i giovani della Valle d'Aosta in azione per il clima" è un progetto di educazione ambientale e advocacy climatica rivolto ai giovani studenti della Valle d'Aosta, nato grazie al supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo.
Il progetto si propone di trasformare la consapevolezza ambientale in azione concreta, coinvolgendo direttamente i ragazzi nella comprensione dei fenomeni climatici locali e nella costruzione di risposte collettive.Attraverso un approccio multidisciplinare che integra scienza, educazione civica e partecipazione attiva, il progetto accompagna gli studenti in un percorso di scoperta del territorio, analisi critica dei dati scientifici e sviluppo di competenze di cittadinanza attiva.
L'obiettivo è far emergere una generazione di giovani consapevoli, informati e capaci di farsi portavoce del cambiamento necessario per affrontare l'emergenza climatica.Il progetto si articola in tre azioni principali: laboratori didattici nelle scuole, un'uscita sul campo presso il ghiacciaio di Plateau Rosa, e la realizzazione di una Carta del Ghiacciaio che sintetizzi le conoscenze acquisite e le proposte dei giovani per la tutela dell'ambiente montano.

A febbraio 2026 abbiamo svolti i primi laboratori in 12 classi selezionate nelle scuole primarie e secondarie di Saint Vincent, Moron, Valtournenche e Cervinia, in Valle d'Aosta.
I laboratori sono serviti ad introdurre gli studenti alla comprensione dei meccanismi del cambiamento climatico e dei suoi effetti specifici sull'ambiente alpino. Attraverso dati scientifici, immagini storiche comparative e modelli interattivi, i ragazzi sono stati guidati alla scoperta di come le temperature crescenti stiano modificando gli ecosistemi montani.

Un'attenzione particolare è stato dedicata nel corso dei laboratori all'analisi della fusione glaciale: gli studenti apprendono come si forma e si conserva un ghiacciaio, perché i ghiacciai sono indicatori cruciali del clima, e quali conseguenze ha la loro rapida diminuzione. Abbiamo esaminati casi concreti di ghiacciai valdostani, confrontando fotografie d'epoca con immagini recenti per rendere visibile l'entità del cambiamento.
I laboratori sono pensati per integrare approcci scientifici e riflessioni sulle implicazioni sociali ed economiche: dalla disponibilità di acqua potabile alla sicurezza dei territori montani, dal turismo all'agricoltura. Gli studenti sono stati stimolati a riflettere sul legame tra azioni quotidiane, emissioni di gas serra e conseguenze locali, sviluppando una comprensione sistemica del problema climatico.Attraverso attività partecipative, quiz interattivi e discussioni guidate, i ragazzi cominciano a costruire una base di conoscenze solide che sarà fondamentale per le fasi successive del progetto.

Tra settembre e ottobre 2026, le classi coinvolte parteciperanno a un'uscita didattica presso il ghiacciaio di Plateau Rosa, accompagnate da glaciologi, guide alpine e educatori ambientali.
L'uscita rappresenta il momento di contatto diretto con l'oggetto di studio: gli studenti hanno l'opportunità di osservare da vicino un ghiacciaio alpino, camminare sulla sua superficie, comprenderne la struttura e i processi di formazione e fusione.
Le guide scientifiche del CNR e del CAI illustreranno sul campo i fenomeni osservati, mostrando le evidenze del ritiro glaciale come morene recenti, rocce levigate, segni di livello precedente del ghiaccio.Durante l'uscita vengono effettuate misurazioni e rilevamenti: temperatura del ghiaccio, spessore della neve accumulata, osservazione delle crepacciature e dei canali di fusione.
L'esperienza sul campo ha anche l'obiettivo di lavorare sul fronte emotivo ed esperienziale: toccare con mano la realtà dei ghiacciai, percepirne la bellezza e la fragilità, crea un legame personale con il tema che nessuna lezione frontale potrebbe generare.
I ragazzi sperimenteranno direttamente l'ambiente montano, sviluppando rispetto e senso di responsabilità verso questo ecosistema unico. L'uscita include momenti di riflessione collettiva: cosa significa perdere questi ghiacciai? Quali azioni possiamo intraprendere? Come possiamo comunicare questa urgenza? Queste domande pongono le basi per la terza azione del progetto: la costruzione della Carta del Ghiacciaio.

In seguito all'uscita sul campo, gli studenti parteciperanno a laboratori dedicati allo sviluppo di competenze di advocacy e comunicazione ambientale, con l'obiettivo di trasformare le conoscenze acquisite e l'esperienza vissuta in azioni concrete di sensibilizzazione e proposta.
I ragazzi saranno introdotti ai principi dell'advocacy climatica: cos'è, perché è importante, come possono i cittadini, e in particolare i giovani, influenzare le politiche ambientali. Attraverso esempi di movimenti giovanili per il clima a livello internazionale e locale, gli studenti comprendono il potere della mobilitazione collettiva e dell'azione civica.Vengono organizzati laboratori di comunicazione in cui i ragazzi imparano a costruire messaggi efficaci, utilizzare dati e storie personali, identificare gli interlocutori chiave (amministratori locali, comunità, media).
Particolare attenzione sarà dedicata anche allo sviluppo del pensiero critico: come distinguere informazioni scientifiche accurate da fake news sul clima, come argomentare in modo costruttivo, come proporre soluzioni concrete e realizzabili. Gli studenti lavoreranno in gruppi per identificare le priorità d'azione per il loro territorio: riduzione delle emissioni locali, protezione delle aree glaciali, educazione ambientale diffusa, mobilità sostenibile in montagna. Ogni gruppo sviluppa proposte specifiche che confluiranno nella Carta del Ghiacciaio
.Questa fase del progetto ha l'obiettivo di rafforzare le competenze trasversali fondamentali: lavoro di squadra, public speaking, pensiero progettuale, cittadinanza attiva. I ragazzi comprendono che possono essere protagonisti del cambiamento, non solo beneficiari passivi di decisioni altrui.
La Carta del Ghiacciaio rappresenta il prodotto finale e simbolico del percorso educativo. Si tratta di un documento collettivo, scritto e presentato dagli studenti, che sintetizza le conoscenze acquisite sul cambiamento climatico e sui ghiacciai, le esperienze vissute durante il progetto, e soprattutto le proposte concrete per la tutela ambientale del territorio valdostano.La scrittura della Carta è un processo partecipativo e democratico: ogni classe contribuisce con riflessioni, dati raccolti, impegni personali e richieste alle istituzioni. I contenuti vengono discussi, negoziati e finalizzati attraverso incontri plenari che coinvolgono tutte le classi partecipanti.
La Carta sarà redatta con un linguaggio accessibile ma rigoroso, in virtù del suo obiettivo di essere uno strumento di dialogo con la comunità locale e le istituzioni, ma anche un impegno solenne dei giovani verso la protezione del loro territorio.
Una volta completata, la Carta del Ghiacciaio sarà presentata ufficialmente in un evento pubblico che coinvolge famiglie, amministratori, media locali e associazioni ambientaliste. Questo momento rappresenterà la consacrazione del lavoro svolto e l'inizio di un dialogo continuativo tra le nuove generazioni e chi ha responsabilità decisionali sul territorio. La Carta vuole essere un documento vivo - verrà diffusa nelle scuole, condivisa online, discussa nei consigli comunali - e speriamo che diventi un riferimento per future iniziative di educazione ambientale e advocacy giovanile in Valle d'Aosta, dimostrando che i ragazzi non sono solo destinatari di politiche, ma attori capaci di contribuire alla costruzione di un futuro sostenibile.